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	<title>Shè Muà</title>
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	<description>&#34;L&#039;erasmus visto dalla finestra di una casa al pianterreno&#34;</description>
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		<title>Prima settimana di Erasmus</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Sep 2010 14:17:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lurè</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambaradan]]></category>

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Resoconto della prima settimana in Erasmus in Francia.
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<p>Resoconto della prima settimana in Erasmus in Francia.</p>
<p>In poco meno di sette giorni ho già avuto occasione di firmare qualche chilo di documenti, conosciuto più addetti vari delle compagnie idriche, elettriche e immobiliari che non ragazzi, sottoscritto 4 tessere alta fedeltà con altrettanti supermercati, immatricolato all’università, abbonato al servizio di trasporto pubblico, partecipato ad un paio di serate, bevuto un vino peggiore del Tavernello, dimenticato al supermercato un piattino da 1 euro dopo averlo acquistato (cazzo, mi serviva per la spugna della cucina), affrontato, e superato, il problema dell’acquistare la verdura (“les legumes”) senza l’utilizzo del guanto di plastica (a quanto pare qui è un inutile optional e si sentono in diritto di pacioccare tutta la verdura che vogliono prima di acquistarla… “tanto poi la lavi no?”). Sono anche riuscito a far capire a due francesi l’importanza del bidet, dell’avere il wc e la doccia nello stesso stanzino e scoperto che anche quando, raramente, i francesi non traducono le parole anglosassoni nella loro lingua, ne storpiano a tal punto la pronuncia che, per esempio, se in un negozio di telefonia parlo di Wi-Fi (che si pronuncia “Uai-Fai”), loro non ti capisco e, solo dopo estenuanti trattative fatte di dita che indicano scritte e supporto da parte di altri erasmus finiti nel mio stesso pantano fonetico, scoprire che loro lo pronunciano “uì-fì” e non concepiscono nessuna altra possibile variazione.</p>
<p>Ah, ho anche già visto correre un ragazzo nudo in una piazza perchè aveva perso una scommessa, sono stato avvicinato una dozzina di volte per acquistare droga, bevuto il peggior cappuccino del mondo, comprato un poster, dei dolci che però non ho ancora mangiato e salutato una dozzina abbondante di persone che passando davanti a casa mia, che è al pian terreno (“rez-de-chaussée” o, se preferite, “ré dshòsé”), hanno sbirciato dentro sperando di trovare qualche studentessa bionda, possibilmente mignottone, che vi abitasse dentro. Mi spiace, sarà per la prossima volta. A tal proposito, un mio vicino di casa, quello che abita dall’altra parte della via, abita in una sorta di negozio trasformato in monolocale e ha una tv da 50 pollici che usa per giocare tutto il santo giorno ai videogiochi. Promemoria: Lorenzo devi fartelo amico quello.</p>
<p>Internet purtroppo non ce l’ho ancora in casa, devo aspettare che mi arrivino gli assegni da parte della mia banca francese affinchè io possa poi sottoscrivere l’abbonamento con la compagnia francese per avere la chiavetta. Il motivo per cui mi servano gli assegni mi è ancora oscuro, ma spero di scoprirlo nei prossimi giorni, dove dovrebbero finalmente arrivarmi questi benedetti “cheques” in banca. </p>
<p>Ieri sera sono stato ad una serata di non so bene chi che partiva per non so bene dove, però c’erano dei romani e un fottìo di francesi ubriachi. Uno di questi mi ha colpito perchè sapeva dire in perfetto italiano solo due frasi: “Buonasera, ci vediamo domani” e “mi chiama l’ascensore per favore?”. Credo che il motivo per cui lui conosca queste due frasi rimarrà per me oscuro fino alla fine dei miei giorni. C’era anche un francese che voleva a tutti i costi farmi bere del vino confezionato in quello che sembrava poco più di un sacchetto di plastica del supermercato, con tanto di rubinetto al fondo della confezione. Credo di non essere ancora pronto a tanto però.</p>
<p>Ho fatto anche il mio primo bucato in una lavanderia. Spero che ritorni di moda il rosa, perchè gioverebbe alla mia maglietta ex-bianca dell’Hard Rock Cafè.</p>
<p>Notizia importante agli internauti o più semplicemente a tutti coloro che hanno visto il film “40 giorni e 40 notti”: ebbene, col cazzo che le ragazze che frequentano le lavanderie sono come quelle dei film. L’unico modo per vederle tali sarebbe quello di presentarsi in lavanderia al sesto giro di brindisi di una festa alcoolica, ma non mi sembra il caso e in fondo non ne vedrei un significativo motivo.</p>
<p>Con questo vi saluto. La prossima volta vi parlerò della mia tazza del cesso nera a pois bianchi, delle piastre elettriche e della mia università!</p>
<p>Bonjour à tous,</p>
<p>&#160;</p>
<p>Lurè</p>
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